Tappa 1: Da Pian Marchisio al Rifugio Mongioie attraverso le Creste

Questa prima giornata si presenta subito come una tappa impegnativa e di notevole sviluppo chilometrico. I dislivelli, sia in salita che in discesa, superano ampiamente i mille metri, richiedendo un buon allenamento cardiovascolare e una solida preparazione muscolare, specialmente per la lunga discesa finale. Il tracciato funge da transizione tra l’ambiente di media valle e l’alta quota carsica tipica del massiccio del Marguareis.

Avvicinamento: Pian Marchisio e Rifugio Mondovì (1616 m)

L’itinerario ha inizio presso il parcheggio di Pian Marchisio, situato a quota 1620 metri. Questa prima fase funge da eccellente riscaldamento. Il sentiero si sviluppa in falsopiano lungo un’ampia sterrata e tracce evidenti che tagliano l’alta Valle Ellero.

Il fondo è regolare e privo di difficoltà tecniche, permettendo di mantenere un passo costante e veloce. In circa 30-40 minuti di cammino si costeggia l’area del Rifugio Mondovì – Havis De Giorgio (1616 m). Essendo appena partiti, non è prevista una sosta prolungata, ma la struttura rappresenta un ottimo punto di riferimento per un ultimo check dell’attrezzatura e per assicurarsi di avere le borracce piene, dato che le fonti d’acqua diventeranno scarse o nulle salendo di quota.

La Salita: Verso il Passo delle Saline (2174 m)

Superato l’anfiteatro prativo del rifugio, si abbandona il fondovalle e inizia la vera ascesa. Il sentiero punta verso est, aggredendo il versante con una serie di fitti tornanti. In questa fase si concentra una fetta consistente del dislivello positivo della giornata.

Il terreno cambia gradualmente: i pascoli lasciano spazio a un fondo sempre più pietroso. La pendenza è costante, ma il tracciato è logico e ben segnato. È fondamentale in questo tratto impostare un ritmo regolare senza forzare, per conservare energie per le ore successive. Dopo circa due ore di ascesa dal rifugio, si raggiunge il Passo delle Saline a 2174 metri di altitudine. Questa sella è un crocevia importante e un ottimo punto per una sosta tecnica; è spesso battuta dai venti, quindi è consigliabile avere a portata di mano un guscio antivento.

Il Tratto Tecnico: La Cresta delle Cime delle Colme

Dal Passo delle Saline l’escursione cambia fisionomia, passando da un livello Escursionistico (E) a uno per Escursionisti Esperti (EE). Si abbandonano i sentieri di mezza costa per seguire integralmente la linea di spartiacque: la Cresta delle Cime delle Colme.

Questo è il segmento più lento e tecnico della tappa. Il percorso si sviluppa su un terreno prevalentemente roccioso, caratterizzato dal tipico carsismo del Marguareis: rocce affilate (campi solcati), sfasciumi e tratti esposti. Non ci sono vere e proprie difficoltà alpinistiche, ma è richiesto passo sicuro, assenza di vertigini e molta attenzione a dove si mettono i piedi per evitare distorsioni. L’altimetria in questo frangente è discontinua, con brevi ma ripidi saliscendi che seguono il profilo frastagliato della montagna, aggirando piccoli affioramenti rocciosi e costringendo occasionalmente all’uso delle mani per mantenere l’equilibrio.

La Quota Massima: L’Ascesa al Monte Mongioie (2630 m)

La progressione in cresta converge infine verso il blocco sommitale del Monte Mongioie. L’ultimo strappo per raggiungere i 2630 metri della vetta è fisicamente esigente. Si sale su un pendio ripido composto prevalentemente da detriti calcarei e ghiaioni, dove il passo tende a scivolare all’indietro se non si carica correttamente il peso.

L’arrivo sulla cima, segnalata da una vistosa croce metallica, segna la fine delle difficoltà in salita per questa giornata. Il Mongioie offre un punto di osservazione strategico per lo studio topografico dell’area: da qui è possibile individuare le cime che verranno affrontate nei giorni successivi e valutare l’orografia del territorio, che spazia dalla catena alpina occidentale fino al Mar Ligure.

La Discesa: Dal Bocchin dell’Aseu al Rifugio Mongioie (1550 m)

La seconda metà della giornata è interamente dedicata alla discesa, per un totale di 1250 metri di dislivello negativo. Questo tratto richiede cautela, specialmente perché subentra la stanchezza muscolare.

Si scende inizialmente lungo il versante sud-ovest verso il Bocchin dell’Aseu (2292 m). Il fondo qui è insidioso: terriccio scivoloso misto a pietrisco. L’uso dei bastoncini da trekking in questa fase è caldamente raccomandato per scaricare il peso dalle ginocchia e prevenire cadute.

Raggiunta la sella del Bocchin dell’Aseu, l’inclinazione del pendio si abbatte leggermente e si scende nel Vallone delle Saline. Il sentiero torna ad essere meno tecnico e rientra progressivamente nella fascia vegetazionale, avvicinandosi ai verdi pascoli che caratterizzano il versante sud. La marcia si conclude sull’ampio e soleggiato pianoro di Pian Rosso, a quota 1550 metri, proprio sopra la frazione di Viozene. Qui ci accoglierà il Rifugio Mongioie, con la sua struttura in pietra dominata dalle spettacolari pareti calcaree del massiccio appena attraversato.



Dati Tecnici Riassuntivi:

  • Distanza: 15 km
  • Dislivello positivo (D+): 1150 m
  • Dislivello negativo (D-): 1250 m
  • Quota di partenza: 1620 m (Pian Marchisio)
  • Quota massima: 2630 m (Monte Mongioie)
  • Quota di arrivo: 1550 m (Rifugio Mongioie)
  • Difficoltà escursionistica: EE (Escursionisti Esperti) nel tratto di cresta.
  • Punti di passaggio: Pian Marchisio, Rifugio Mondovì, Passo delle Saline, Cime delle Colme, Monte Mongioie, Bocchin dell’Aseu, Rifugio Mongioie.