Tappa 3: Dall’Alpe Veglia a San Domenico via Lago d’Avino e Punta del Lago delle Streghe

Tappa di alta montagna caratterizzata da un marcato contrasto morfologico: si transita dalla dolcezza dei pascoli glaciali dell’Alpe Veglia all’asprezza minerale del settore dominato dal Monte Leone. Il percorso richiede un impegno fisico costante, concentrato nella risalita tecnica verso la Punta del Lago delle Streghe e nella successiva, prolungata discesa verso il fondovalle. L’ambiente è tipicamente alpino, con ampie sezioni su roccia e cresta esposta.

1. Attraversamento dell’Alpe Veglia e risalita all’Aione

Dal Rifugio Città di Arona si procede in direzione Est/Sud-Est su terreno pianeggiante e fondo erboso, attraversando il nucleo centrale dell’Alpe Veglia. Superata l’area di Aione, il sentiero inizia a guadagnare quota con pendenza moderata. Il fondo è inizialmente costituito da terra battuta e fitte reti di radici di larice, tipiche della fascia subalpina. In questa prima fase l’acqua è reperibile presso le fontane del borgo dell’Alpe Veglia; superata questa zona, i punti di approvvigionamento diventano rari.

2. L’ascesa al bacino del Lago d’Avino

L’itinerario piega verso Sud, inerpicandosi su un versante più scosceso che conduce alla diga del Lago d’Avino (2246 m). Il terreno muta radicalmente: la terra cede il passo a gradoni di roccia e porzioni di mulattiera tecnica con fondo in scisti e granito. La progressione richiede attenzione alla stabilità degli appoggi, specialmente in caso di rugiada mattutina. Raggiunto il coronamento della diga, si costeggia l’invasi artificiale su un sentiero a mezza costa che offre una visuale diretta sulle pareti del Monte Leone.

3. La sezione di cresta e la Punta del Lago delle Streghe

Dalla zona del lago ha inizio il tratto tecnicamente più impegnativo (EE). Si risale il pendio finale verso la Punta del Lago delle Streghe (2492 m). Il terreno è un mix di sfasciumi instabili, brevi passaggi su roccette affioranti e creste erbose molto ripide. L’orientamento è garantito da ometti di pietra e segnavia bianco-rossi, ma richiede costante attenzione a causa della frammentazione della traccia. In questo settore l’esposizione al vento è elevata e l’ambiente è puramente minerale. È indispensabile l’uso di bastoncini telescopici per stabilizzare il passo nei tratti di detrito mobile.

4. La discesa tecnica su San Domenico

Dalla vetta inizia il considerevole dislivello negativo (D- 1100 m). La prima parte della calata si sviluppa su pendii detritici ripidi e tratti di pascolo alpino degradato, dove lo stress articolare sulle ginocchia è massimo. Superata la zona di Ciamporino, il sentiero intercetta le strade di servizio degli impianti e tracce più ampie nel bosco di conifere. Il fondo torna a essere compatto e terroso, facilitando la progressione finale. L’itinerario termina nel centro abitato di San Domenico (1420 m), seguendo le indicazioni per il fondovalle lungo una viabilità forestale agevole.



Dati Tecnici Riassuntivi

  • Distanza: 14 km
  • Dislivello Positivo (D+): 800 m
  • Dislivello Negativo (D-): 1100 m
  • Quota di partenza: 1750 m (Rifugio Città di Arona)
  • Quota massima: 2492 m (Punta del Lago delle Streghe)
  • Quota di arrivo: 1420 m (San Domenico)
  • Difficoltà escursionistica: EE (Escursionisti Esperti)
  • Punti di passaggio: Rifugio Città di Arona, Aione, Lago delle Streghe (Veglia), Lago d’Avino, Punta del Lago delle Streghe, San Domenico.