Tappa 1: Dal Lago della Rovina al Rifugio Remondino attraverso il Passo del Brocan

Tappa d’ingresso nel cuore del massiccio dell’Argentera, caratterizzata da un rapido mutamento ambientale. Si abbandona rapidamente il fondovalle per attraversare le imponenti opere di sbarramento del Chiotas e immettersi nell’area dei grandi bacini d’esondazione glaciale. Oltrepassata la quota dei 2000 metri, il percorso entra in un ambiente puramente minerale e d’alta quota, culminando con lo spartiacque del Passo del Brocan, prima di chiudersi sulle pietraie del Vallone di Assedras.

1. L’avvicinamento al bacino del Chiotas

Dal parcheggio del Lago della Rovina (1535 m), il tracciato risale il versante orografico destro tramite l’antica viabilità di servizio della diga. Il fondo alterna tratti di mulattiera in terra compatta a gradoni in pietra. Il dislivello è subito marcato, ma l’acqua è abbondante grazie ai piccoli impluvi. Raggiunto il coronamento della Diga del Chiotas (1978 m), la pendenza si azzera: una comoda sterrata costeggia il grande invaso artificiale offrendo un’ottima visuale panoramica fino a raggiungere il Rifugio Genova-Figari (2015 m), punto cruciale per il rifornimento idrico.

2. La transizione morfologica del Lago Brocan

Superato il rifugio, l’itinerario prosegue costeggiando la sponda occidentale del bacino naturale del Lago Brocan. In questo settore la vegetazione arbustiva scompare, lasciando spazio alla geologia: il fondo terroso viene gradualmente sostituito da rocce montonate, residui di cordoni morenici e placconate granitiche levigate dall’antico ritiro dei ghiacciai. L’esposizione è nulla, ma la natura del terreno richiede precisione negli appoggi.

3. L’ascesa al Passo del Brocan

Abbandonata la conca lacustre, la rotta piega verso Ovest-Nord-Ovest affrontando un evidente impluvio detritico. In questa fase l’acqua è totalmente assente. La traccia visibile si dissolve per lasciare spazio a un esteso campo di sfasciumi, dominato da ghiaia e roccia frammentata che riducono l’attrito degli scarponi. L’orientamento deve seguire fedelmente i segnavia a vernice e gli ometti di pietra. Si suggerisce l’uso dei bastoncini telescopici per ottimizzare la fase di spinta. Lo scollinamento al Passo del Brocan (2892 m) apre una finestra diretta sulle ripide pareti del versante opposto.

4. La discesa tra i blocchi del Vallone di Assedras

L’ultimo settore corrisponde al dislivello negativo della tappa. Oltrepassato il passo, ci si immette nel Vallone di Assedras su un caotico sistema di grandi blocchi di gneiss di crollo. La progressione avviene tramite salti rocciosi e passaggi obbligati tra i massi, prestando attenzione alla stabilità del pietrame. Persi circa 400 metri di quota, si intercetta l’ampio terrazzo roccioso su cui sorge il Rifugio Remondino (2430 m).



Dati Tecnici Riassuntivi

  • Distanza: 8,5 km
  • Dislivello Positivo (D+): 1350 m
  • Dislivello Negativo (D-): 400 m
  • Quota di partenza: 1535 m (Parcheggio Lago della Rovina)
  • Quota massima: 2892 m (Passo del Brocan)
  • Quota di arrivo: 2430 m (Rifugio Remondino)
  • Difficoltà escursionistica: EE (Escursionisti Esperti)
  • Punti di passaggio (waypoint): Lago della Rovina, Diga del Chiotas, Rifugio Genova-Figari, Lago Brocan, Passo del Brocan, Vallone di Assedras, Rifugio Remondino.