La quarta e ultima giornata chiude l’anello del Marguareis ripercorrendo, a quote superiori e su terreni aerei, lo spartiacque tra le grandi valli. Con 13 chilometri di sviluppo e un bilancio altimetrico sbilanciato verso la discesa (D- 1200 m contro D+ 870 m), è una tappa che impegnerà notevolmente la muscolatura in frenata. Il tracciato alterna aspre salite su roccia calcarea, una lunga progressione di cresta molto esposta e un rientro progressivo sui pascoli di media quota, sancendo la transizione finale dall’ambiente minerale a quello vegetazionale.
1. La Risalita Iniziale: Da Porta Sestrera al Colle del Pas
Abbandonato il Rifugio Piero Garelli (1970 m), l’itinerario affronta subito a freddo una salita decisa per risalire il versante della valle e uscire dalla conca del Pian del Gias. Il fondo è terroso e pietroso, tracciato a zig-zag fino a guadagnare i 2225 metri di Porta Sestrera (o Passo di Sestrera).
Scollincato il valico, si rientra temporaneamente nell’area del complesso carsico centrale. Il sentiero, ora meno ripido, procede con lievi saliscendi sfiorando la depressione che ospita il Lago Ratavuloira, bacino di origine carsica le cui sponde argillose contrastano con l’aridità del calcare circostante. Superato il lago, si riprende a guadagnare quota su terreno prevalentemente roccioso e detritico fino a raggiungere l’importante crocevia orografico del Colle del Pas (2342 m).
2. La Cavalcata Aerea: La Cresta dell’Infinito e Pian Ballaur
Dal Colle del Pas si punta a est, imboccando la cosiddetta Cresta dell’Infinito. Il nome non è casuale: si tratta di una lunga e sinuosa linea di spartiacque che regala sensazioni di forte esposizione e panorami sterminati.
La progressione in questo tratto è prettamente di crinale e richiede passo fermo e assenza di vertigini. Si cammina su rocce rotte, aggirando torrioni calcarei e superando brevi saliscendi molto panoramici. Seguendo il filo logico della cresta, si giunge infine alla vetta di Pian Ballaur (2604 m). La cima si presenta come un dosso pietroso che fa da belvedere eccezionale sull’intricato sistema di doline e inghiottitoi che caratterizza il cuore dell’altopiano carsico.
3. L’Ultimo Sforzo in Salita: Cima delle Saline (2612 m)
Dalla vetta di Pian Ballaur, il sentiero impone una ripida e tecnica discesa verso la selletta sottostante (il Colletto delle Saline), per poi riprendere immediatamente a salire verso l’ultimo traguardo altimetrico del trekking.
Si affronta il versante ovest della Cima delle Saline. La salita è dura e faticosa, tracciata su rocce, ghiaia e ripidi lastroni calcarei dove è necessario scaricare bene il peso per non perdere aderenza. Raggiunta la vetta a 2612 metri d’altitudine, si conclude definitivamente il dislivello positivo della giornata e dell’intero anello. Dalla croce di vetta, si getta un ultimo sguardo sulle cime affrontate nei giorni passati, dal Mongioie al Marguareis, prima di iniziare il lungo rientro a valle.
4. La Lunga Picchiata: Passo delle Saline e Valle Ellero
Dalla Cima delle Saline inizia un dislivello negativo di oltre 1000 metri che non concede tregua. La prima fase della discesa punta dritta al Passo delle Saline (2174 m). Il pendio è estremamente ripido, franoso e costituito prevalentemente da sfasciumi e fini detriti scivolosi. I bastoncini telescopici qui sono un alleato indispensabile per evitare cadute.
Giunti al Passo delle Saline, ci si ritrova sul sentiero percorso in salita durante la prima giornata. Da questo punto in poi, l’orientamento diventa elementare e il tracciato cala a tornanti all’interno dell’alta Valle Ellero. Il paesaggio si trasforma progressivamente: si abbandonano le asprezze del calcare d’alta quota per rientrare nella fascia dei pascoli e delle prime fioriture alpine, mentre il terreno torna ad essere compatto e terroso.
5. Chiusura dell’Anello: Rifugio Mondovì e Pian Marchisio
La discesa si addolcisce una volta raggiunta la conca verdeggiante che ospita il Rifugio Mondovì – Havis De Giorgio (1616 m). Sfiorando la struttura, si avverte immediatamente il ritorno alla civiltà e alle quote di fondovalle.
L’ultimo tratto del percorso è una piacevole passeggiata defaticante in falsopiano lungo la carrareccia e i sentieri paralleli al torrente Ellero. In circa 30 minuti di marcia tranquilla dai prati del rifugio, si giunge nuovamente al parcheggio di Pian Marchisio (1620 m). Raggiungere il punto di partenza dopo aver percorso le creste e le valli del Marguareis sancisce la fine tecnica e fisica del trekking, chiudendo un anello di grande spessore sportivo e naturalistico.
Dati Tecnici Riassuntivi:
- Distanza: 13 km
- Dislivello positivo (D+): 870 m
- Dislivello negativo (D-): 1200 m
- Quota di partenza: 1970 m (Rifugio Piero Garelli, Pian del Gias)
- Quota massima: 2612 m (Cima delle Saline)
- Quota di arrivo: 1620 m (Pian Marchisio)
- Difficoltà escursionistica: EE (Escursionisti Esperti), a causa dell’esposizione nei tratti di cresta e della severa discesa su sfasciumi.
- Punti di passaggio: Rifugio Garelli, Porta Sestrera, Lago Ratavuloira, Colle del Pas, Cresta dell’Infinito, Cima Pian Ballaur, Cima delle Saline, Passo delle Saline, Rifugio Mondovì, Pian Marchisio.
