La terza giornata rappresenta il culmine altimetrico del trekking. Nonostante lo sviluppo chilometrico estremamente contenuto (soli 10 km), la concentrazione dei dislivelli e l’asperità del terreno la rendono una tappa intensa e tecnicamente impegnativa. L’itinerario non concede riscaldamento, affrontando immediatamente la salita alla massima elevazione delle Alpi Liguri, per poi compiere una complessa e affascinante traversata in quota prima di calare ripidamente verso la Valle Pesio.
1. L’Ascesa Verticale: La “Direttissima” a Punta Marguareis
La partenza dal Rifugio Don Barbera (2079 m) attacca fin dai primi passi il versante meridionale del massiccio, puntando dritti alla vetta tramite il sentiero noto come “direttissima”.
Il tracciato si inerpica con pendenze severe e costanti. Il primo tratto porta al restringimento roccioso del Passo della Gaina (2357 m), superato il quale l’ambiente si fa puramente detritico. Si procede su fini sfasciumi, terriccio scivoloso e, nella parte più alta, su roccette rotte che richiedono passo sicuro e un buon caricamento del peso per non perdere aderenza. L’uso dei bastoncini è fortemente consigliato per gestire lo sforzo in trazione. La fatica si esaurisce toccando i 2651 metri di Punta Marguareis, il punto più alto dell’intero anello, che offre un affaccio a 360 gradi dalle Alpi Marittime fino al Mar Ligure.
2. La Navigazione nel Carsismo: Colle Palù e Colle del Pas
Dalla vetta, la morfologia del percorso cambia. Inizia una fase di discesa tecnica nel cuore minerale e tormentato del massiccio. Il primo sbalzo porta verso il Colle Palù (2485 m) affrontando un pendio ripido di rocce instabili, dove è imperativo controllare la velocità e non smuovere pietre.
Raggiunta la sella, si naviga mantenendosi a ridosso della linea di cresta e dello spartiacque. Si attraversa un tipico ambiente carsico di alta quota, dominato da campi solcati (lapiaz) e conche detritiche. In questa fase la traccia a terra è spesso discontinua o assente: l’orientamento deve essere rigoroso, seguendo da vicino i segnavia verniciati sul calcare e gli immancabili ometti di pietra. Superando un susseguirsi di gradoni di roccia chiara, si cala progressivamente fino a raggiungere l’importante crocevia orografico del Colle del Pas (2342 m).
3. Lo Scollinamento e la Picchiata: Porta Marguareis e Rifugio Garelli
Dal Colle del Pas, il percorso prosegue affrontando un mezza costa su terreno misto fino a imboccare Porta Marguareis (2288 m). Questo marcato intaglio roccioso costituisce il valico definitivo per abbandonare l’altopiano e affacciarsi sui versanti settentrionali del parco.
Superata la Porta, inizia la lunga discesa verso il traguardo. Il sentiero perde rapidamente quota su un versante scosceso e sassoso, richiedendo una buona tenuta per non sovraccaricare le articolazioni dopo la faticosa salita mattutina. Abbassandosi di quota, l’aridità del calcare viene gradualmente mitigata dal ritorno dei pascoli alpini all’interno della conca del Pian del Gias. A quota 1970 metri, posizionato come un minuscolo avamposto ai piedi della ciclopica e verticale parete nord del massiccio appena disceso, sorge il Rifugio Piero Garelli, base ideale e suggestiva per l’ultima notte in quota.
Dati Tecnici Riassuntivi:
- Distanza: 10 km
- Dislivello positivo (D+): 900 m
- Dislivello negativo (D-): 1000 m
- Quota di partenza: 2079 m (Rifugio Don Barbera, Colle dei Signori)
- Quota massima: 2651 m (Punta Marguareis)
- Quota di arrivo: 1970 m (Rifugio Piero Garelli, Pian del Gias)
- Difficoltà escursionistica: EE (Escursionisti Esperti), per la pendenza sostenuta della direttissima e l’attraversamento di pietraie e lapiaz in quota.
- Punti di passaggio: Rifugio Don Barbera, Passo della Gaina, Punta Marguareis, Colle Palù, Colle del Pas, Porta Marguareis, Rifugio Garelli.
